La manifestazione è stata promossa dal “Noi-Associazione” in collaborazione con una squadra di giovani volontari, appoggiati da gruppi, associazioni, enti, singoli e, soprattutto, dalle rappresentanze di alcuni delle comunità straniere presenti a Lonigo e dintorni. Il week-end dal 27 al 29 maggio il Centro Giovanile si è infatti colorato con l’allegria dei visi provenienti da molti parti del mondo: Serbia, Romania, Marocco, India, Cina, Giappone, Ghana, Repubblica Domenicana. Il programma della manifestazione è stato molto vario: dalla recita dei bambini di vari paesi alla sfilata di abiti tradizionali, dai laboratori culturali alla pesca di beneficenza, dai piatti tipici ai balli più svariati. La festa è cominciata ufficialmente giovedì 26 con una tavola rotonda sul tema della pace con ospiti di spessore: Michele Zanzucchi, Imam Kamel Layachi e Don Giovanni Sandonà. Kamel Layachi è di origini algerine ed è l’Imam e Responsabile del centro islamico di San Donà di Piave (Ve). «Secondo il Corano- ha commentato – per entrare nella dimora di Dio, bisogna prima fare di questa terra un luogo di pace. Ma chiediamoci: qual è lo stato d’animo di ciascuno di noi? Oggi, da una parte e dall’altra regna l’ideologia della paura: il “loro” e il “noi”, in una visione binaria che separa quello che si ritiene essere il bene e il male». Don Giovanni Sandonà è direttore della Caritas diocesana ed a lui si deve l’apertura del ricovero notturno per i senza fissa dimora in contrà Torretti. «Come dice papa Francesco – ha affermato – stiamo vivendo una crisi anche ecologica, cioè della nostra casa, e a pagarne lo scotto sono innanzitutto le relazioni. Anche se pensiamo che sia il contrario, siamo molto emotivi e l’emozione principale che viviamo è la paura». Zanzucchi è un giornalista italiano, caporedattore della rivista cattolica Città nuova. «Questo è un momento di cambiamento straordinario in tutti i settori – ha confermato – ma abbiamo tre emergenze, tre punti di crisi: la violenza, l’immigrazione e il senso della vita. Questi punti si nutrono di equivoci. Il voler mettersi in gioco per conoscere è l’unica via contro la paura». Chi ha avuto l’occasione di partecipare agli eventi della Festa ha potuto sperimentare che uno spazio di pace può essere realmente possibile e realizzabile solo vincendo i timori e cercando il dialogo e ritrovandosi ad avere in comune un contesto emozionale umano che garantisce un incontro empatico anche tra culture così diverse. Non sono inoltre mancati i momenti condivisi di spiritualità tra le varie comunità presenti. Ogni momento è stato immortalato dagli amici del Circolo Fotografico Leoniceno, che nella sala polifunzionale del Centro Giovanile hanno allestito una mostra con le foto scattate nelle precedenti edizioni. La pioggia della domenica non ha fermato la gioia della festa, ma ha anzi confermato la voglia di ripartire per un’altra edizione ricca di visi nuovi, colori e pace.

 

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