Unità Pastorale: un cammino condiviso per le parrocchie del leoniceno

02/11/2016

 

Dopo il saluto a don Vittorio, dal primo ottobre scorso le comunità parrocchiali della Città (divenute cinque con la morte di don Giovanni a Bagnolo) sono ufficialmente entrate nel progetto di Unità Pastorale sotto la guida di due parroci: don Roberto Castegnaro e don Giuliano Panciera. Don Roberto si definisce un “prete pellegrino”, perché, oltre ad essere legato al Cammino di Santiago, in questi 25 anni di servizio nella Chiesa è stato in molte parrocchie della diocesi (Povolaro, Chiampo, Altavilla, Riviera, San Giuseppe di Vicenza, Cologna) ed ha anche avuto il ruolo di animatore vocazionale al Seminario. È nato a Lonigo, ma non ci è mai vissuto.Don Giuliano ha alle spalle 15 anni di servizio: Trissino, Santa Maria Bertilla di Vicenza, Camisano, nonché un periodo come educatore del seminario minore

.Siete già stati entrambi in parrocchie in cui c’era l’Unità Parrocchiale e Lonigo è alla prima esperienza. Spiegateci cos’è.don Roberto:

«Non significa l’annullamento delle singole parrocchie per averne una unica, ma di parrocchie sorelle che camminano insieme con gli stessi parroci e che, seguendo le linee della diocesi, collaborano tra di loro mantenendo ciascuna la propria identità».don Giuliano: «Significherà lavorare in modo diverso e fare un piccolo cambio di mentalità. Ascolteremo, rassicureremo e dialogheremo per vedere quali passi fare insieme, coinvolgendo sempre di più i parrocchiani nella vita parrocchiale»

.Cosa cambierà per le frazioni, forse più esposte a questi cambiamenti?

don Roberto: «Abbiamo appena iniziato a fare delle assemblee parrocchiali per presentare gli obiettivi diretti dal vescovo e per ascoltare le necessità di tutti. Questo sarà un anno di rodaggio, scopriremo passo passo come agire inserendoci nel solco di quello che è già stato seminato».don Giuliano: «I parrocchiani devono acquisire la consapevolezza che anche loro possono essere responsabili delle scelte da prendere entro la loro parrocchia. Per questo potremmo pensare di creare dei “gruppi ministeriali”, un servizio pastorale condiviso da un gruppo di persone che assumono degli incarichi affidati dall’autorità ecclesiastica del parroco».

Come vi suddividete il ruolo di parroco?...................

 

 di C.Ballan

 

(segue su AREA3  nov 2016)

 

 

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