Addio a “Mau” Mariuccia Losco, 104anni

10/04/2017

 E' nata coi mughetti, il 1° maggio 1912 e se n’è andata con le viole, nel primo giorno di primavera, il 21 marzo 2017. E dieci anni fa esatti ha voluto scegliere una semplicissima camicia bianca da notte, per il suo ultimo viaggio “. Non voglio abiti preziosi, ma voglio essere sepolta con questa semplice camicia da notte”, ha detto, quando era ancora in vita. E proprio a letto, nel riposo pomeridiano, la Signorina Losco dopo avere chiesto un po’ di acqua da bere, si è spenta serenamente. 

Mariuccia Losco, per gli amici “Mau” era una presenza costante e lucida nella vita culturale leonicena ed era all’anagrafe la cittadina leonicena residente più anziana del paese (ma anche del circondario) non ospitata in una casa di riposo, poiché viveva da sempre nella sua elegante abitazione storica nel centro di Lonigo.  

Sorella forse della ben più presente e caratterialmente decisionale Anita Ghetti Cavaggioni, la signora del salotto culturale cittadino, (scomparsa lo stesso giorno del suo compleanno, il 9 luglio 2004),  la sorella Mariuccia, all’anagrafe Maria Dolores, ha vissuto in modo discreto ed operoso, sempre nella storica abitazione in Via Roma 23, fino agli ultimi giorni con la nipote Francesca Cavaggioni Boselli e prima appunto con la sorella Anita e il marito di Francesca, Luciano Boselli.

Le ultime apparizioni pubbliche, in teatro, la vedevano presente ed attenta. Per tutti, familiari, conoscenti ed amici, “Mau” sembrava immortale, perché dopo un brutto episodio infiammatorio osteoarticolare nel 2007 preoccupante il suo stato generale di salute, non ha più destato preoccupazioni. Dopo avere seguito una educazione privata superiore, all’età di 30 anni (nel 1942) ha ottenuto la Maturità Artistica all’Accademia Cignaroli di Verona, distinguendosi particolarmente per le sue sculture, teste femminili e mezzobusti, presenti in collezioni private. Una attitudine artistica che avrebbe potuto svilupparsi con maggiore incisività, visti i lusinghieri apprezzamenti, ma che le condizioni del conflitto, nella seconda Guerra Mondiale, hanno arrestato. 

 

di Eva Purelli

 

(segue su AREA3 n°75 - aprile 2017)

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