“Caratteri mobili”, buona la prima

07/06/2017

 

Oltre a quelli dei nomi noti al grande pubblico, i libri protagonisti sono stati anche quelli dei leoniceni e di altri scrittori del nostro territorio: un numero davvero considerevole di persone impegnate in questo campo, sotto diversi punti di vista… letterari. È stato dato spazio alle poesie di Gino Lazzarin, di Giulia Valente, di Giulio Vanzan e Mirella Brojanigo con Claudio Portinari, all’attesissimo nuovo giallo di Stefano Visonà, agli scenari climatici di Alessandra Mazzai, alle memorie di Clotilde Vigolo, la testimonianza di Rosita Sartori e a molti altri ancora.  I grandi nomi sono arrivati venerdì pomeriggio con Folco Terzani e Michele Graglia, la cui storia di ultrarunner è stata raccontata dal figlio del grande giornalista italiano; la giornata si è poi conclusa con Vittorio Sgarbi, molto apprezzato dal pubblico per essere stato più garbato del previsto nella sua dissertazione tra Palladio e Veronese in Teatro. Pienone il sabato per Antonio Caprarica e Gigi Garanzini, miti del giornalismo italiano e la domenica per il celebre don Mazzi, la ricercatrice e senatrice Elena Cattaneo e l’attrice Gloria Guida con il fratello medico e scrittore. 

 

                                                                                                    di Chiara Ballan

 

 

 

Assente il pubblico con gli autori locali

 

 

Da settimane una enorme gigantografia esposta davanti Palazzo Pisani pubblicizza l’evento cult dell’anno: il Festival della letteratura e delle arti “Caratteri Mobili”. Un evento con 32 nomi di grande richiamo come Folco Terzani con il suo ultimo libro “Ultra”;  Antonio Caprarica con “Londra infinita”; Gigi Garanzini con “Il minuto di silenzio”, don Antonio Mazzi con “Spinocchio”;  Elena Cattaneo con “Ogni giorno tra scienza e politica”; Gloria Guida assieme al fratello Giampaolo, medico, scrittore e cantante per presentare il libro “DaVinciClone. Il segreto di Leonangelo”. In occasione del festival il teatro Comunale ha ospitato due eventi: Vittorio Sgarbi che ha parlato del Rinascimento veneto tra Paolo Veronese e Andrea Palladio e Maximilian Nisi che si è esibito con il monologo “Shakespeare amore mio” (spostato poi in Piazza Garibaldi). 

 

di Rino Boseggia

 

(segue su AREA3 n°77 - maggio 2017)

 

 

 

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