Marzo musicale leoniceno: Giuseppe Becce

19/03/2018

 

Negli anni che precedono la Seconda Guerra mondiale il Dr. Giuseppe Becce riceve i più prestigiosi riconoscimenti internazionali per le musiche da lui composte che accompagnano Film di grande successo di pubblico e di critica. 

Ekstase  di Gustav Machary interpretato da Hedy Lamarr, Condottieri e Il Kaiser della Kalifornia  diretti da Luis Trenker ottengono  nell’autorevole  Mostra di Arte Cinematografica  di Venezia la Coppa Volpi e la Coppa Mussolini, i più ambiti premi dell’epoca.

Pochi anni dopo i primi insuccessi militari subiti dalla Germania nazista e una conseguente politica restrittiva imposta del governo su pensiero e sugli uomini di cultura e sull’agire degli artisti inducono nel 1941 il musicista italiano a trasferirsi a Roma, fiducioso di poter esprimersi con maggior libertà intellettuale. Sarà in  questo ambito che avverrà l’incontro tra il compositore Giuseppe Becce  e il regista Alessandro Blasetti.  

Il cineasta  che sta ultimando le scene  del suo nuovo lavoro, La cena delle Beffe, un’opera impostata su toni decisamente drammatici, è consapevole  che per un corretto accompagnamento musicale al film  sia  necessaria la collaborazione di un compositore capace di sviluppare musiche adeguate al carattere dei suoi protagonisti e tali da creare un impatto emotivo fluido in grado di accompagnare correttamente il concitato susseguirsi dei colpi di scena.

Solo un compositore esperto nel comporre ed ideare una colonna sonora capace di accompagnare emotivamente le scene del film poteva garantire il successo della pellicola. Blasetti non poteva non cogliere l’opportunità che gli veniva offerta dalla presenza a Cinecittà di uno dei più ricercati compositori di musica per film: Giuseppe Becce. Ne sarebbe nato un capolavoro che ancora oggi è testimonianza della più alta cinematografia italiana.

Ciò che contraddistingue il suo lungo percorso di vita e che ricolloca la sua figura nel nostro Paese e nel nostro tempo è ancora una volta una delle arti che ha reso il linguaggio universale: la musica. La passione per la musica lo colse fin fa bambino ed egli la coltivò dentro di sé fino a farla giungere a una sua piena maturazione artistica, lanciandola nel tessuto mondiale. Il modo in cui lo fece è nuovo e originale poiché si servì di un altro linguaggio, questa volta visivo, che si stava diffondendo in quel tempo: il cinema.

 Questa meraviglia moderna era nata alla fine dell’Ottocento e per il fascino che emanava, l’entusiasmo che suscitava e la forza creativa espressa aveva conquistato in breve tempo un pubblico universale.  Il cinema, nel trasmettere le espressioni intime proposte dalle immagini, si era dimostrato privo di uno strumento con cui comunicare efficacemente con l’animo e la sensibilità dello spettatore».

Giuseppe Becce, ormai considerato dalla critica internazionale “pioniere del cinema”, ritornò raramente a Lonigo, conservando comunque il legame con la sua terra d’origine attraverso l’incoraggiamento agli studi musicali del nipote Sergio Lorenzi, figlio della sorella Maria Pia, che divenne un affermato pianista e confermò pienamente la tradizione familiare. L’Amministrazione Comunale di Lonigo nel 1968 nel sancire l’antica vocazione musicale della Città volle intitolare l’Istituto Musicale al suo concittadino benemerito Sergio Lorenzi.

 

di Luigino Rancan

 

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