“A lavorare!” di e con Lino Zonin

16/01/2019

 

“A lavorare! “ è il nuovo libro di Lino Zonin (pubblicato da Agora Factory)  e,  come scrive Antonio Stefani, “non è quel che sembra, ma è quel che non sembra; pare un’autobiografia e invece diventa il ritratto, affettuoso e abrasivo, d’un Veneto passato dall’euforia del benessere agli scricchiolii della crisi, fino al capolavoro finanziario dei crac bancari”. 
Il lettore, infatti, potrà trovarci collegamenti con la propria vita (non solo lavorativa) o, se giovane, con quella dei propri genitori. Se poi il lettore in questione è vicentino, ed abita o conosce la zona meridionale ed occidentale della provincia, allora i collegamenti diventeranno momenti e nomi precisi. Zonin non li fa, i nomi, ma descrive in modo accurato vizi e virtù degli imprenditori con cui è venuto in contatto nella sua vita lavorativa, ed il gioco di riconoscerli è un ulteriore divertimento nello scorrere delle pagine.
Non devono ingannare però il tono leggero o le coloriture spiritose di “A lavorare!”: spesso è il gusto della malinconia (non della nostalgia) e di una certa amarezza (soprattutto per le persone che non ci sono più) che accompagnano il lettore negli incontri che ha il protagonista con commercialisti e imprenditori, tra uffici aziendali e banche. Per Lino Zonin, ricordare non è un esercizio fine a se stesso, ma l’occasione per riflettere su atteggiamenti e scelte, sull’etica e l’economia, sui rapporti umani, sui cambiamenti sociali.

“A lavorare!” si apre con Lino all’asilo infantile e si chiude con la vita del pensionato: la vita non si esaurisce infatti nel lavoro, c’è un prima e c’è un dopo, che servono all’autore per far capire la difficoltà di realizzare se stessi dentro il sistema delle regole (necessarie per convivere ma pur sempre limitanti).

 

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